14 > 25 Aprile 2011 - Castello di Belgioioso (Pv)
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A Urbanitas una mostra in usclusiva per ricordare il grande artista lombardo recentemente scomparso
I codici acquatici di Giuliano Mauri - a cura di Mario Quadraroli

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Giuliano Mauri è stato uno dei più noti e apprezzati esponenti internazionali del movimento artistico riconosciuto come “Arte in Natura”.  Il suo lavoro si è confrontato con il paesaggio italiano e non solo. Costruiva, utilizzando  materiali naturali recuperati dalla potature degli alberi, cattedrali, ponti, scale senza fine, boschi, isole, celi, in perfetta armonia con l'ambiente; una sorta di Architettura Vegetale che supera la storica dicotomia fra estetica e natura.  Con rigore morale e impegno civile ha saputo legare con radici profonde la sua vita alla la sua terra.
La rassegna di Belgioioso documenta con video, foto, e disegni di progetto, i lavori di Giuliano Mauri realizzati nell'ambiente fluviale (in particolare quello dell'Adda), che diventa così, di fatto,  l'autentico atelier dell'artista, una sorta di transumante museo della sua originale opera.
I primi interventi sul fiume Adda che orientano una nuova poetica di Mauri,  sono dei primi anni '80 e vengono da lui chiamati Codici acquatici. Dei bastoncini di robinia che disegnano segni differenziati e continui come lettere o ideogrammi di un alfabeto naturale.
Un secondo e decisivo elemento di poetica si precisa con  la Scala del paradiso progettata per l'habitat naturale dell'Adda, assieme alla Città del sole, un omaggio a Tommaso Campanella. Poi sarà la volta delle Isole vaganti nella lanca di Soltarico e nel 1988 i camminamenti del Fiume vestito sul Marecchia a Sant' Arcangelo di Romagna. Il primo lavoro di rilievo all'estero sarà l'Arpa eolica (1993), bastoni che compongono sei coni sovrapposti, alti 15 metri sulle sponde del lago Tikon in Danimarca, segue poi nel 95 la Cornucopia lunga 20 metri alla foce del fiume Roia nei pressi di Ventimiglia per iniziare poi l'anno dopo il Ciclico Gerundio nell'alveo dell'Adda in località Tre Casine a Lodi. Di nuovo all'estero con Osservatori estimativi, una sorta di cannocchiali ponte sul fiume Neysa che segna il confine fra Germania e Polonia con le le città Gorlitz e Zgorzelec nel 2001 e nel 2004 a Gallarate copre con un “vestito” profumato la Passerella di gelsomini sul fiume perduto, un tratto urbano di fiume diventato scolatore. Nel 2005 viene  invitato a Gallomatese, in provincia di Caserta dove realizza nel lago Zattere migranti, strutture galleggianti che costituiscono Cellule abitative.
Una presenza, quella dell'acqua, nell'opera di Mauri, che recupera una condizione del luogo e la carica di sacralità.  
                                                           

Arte Sella 2010 - Nuove installazioni nella natura mentre nella Cattedrale Vegetale
di Giuliano Mauri i carpini crescono.

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Sono trascorsi ventiquattro anni dalle prime installazioni di Arte Sella, la rassegna di arte contemporanea, nata nel 1986, che si svolge all'aperto nei prati e nei boschi della Val di Sella in Valsugana Il progetto si è sviluppato lungo una strada forestale delineando un percorso di arte nella natura lungo il quale il visitatore incontra opere realizzate esclusivamente con materiali naturali che alla fine si inseriscono nel ciclo vitale della natura e dell'ambiente. Col passare degli anni il progetto si è sempre più allargato coinvolgendo artisti di mezzo mondo che hanno dato a Arte Sella quella dimensione internazionale che la resa quasi unica nel suo genere. Giuliano Mauri entra nel progetto nel 1966 con una installazione di dimensioni contenute ma che dava già un segnale della potenza delle sue forme espressive. Ma solo nel 2001 potrà dare inizio a quel sogno che da tempo coltivava, la Cattedrale Vegetale, una monumentale installazione di natura nella natura che ha fatto da subito la differenza sostanziale del progetto Arte Sella.
“Con l'opera di Mauri -ha dichiarato la curatrice della rassegna Laura Tommaselli domenica 19 settembre, giorno in cui si inauguravano le installazioni realizzate quest'anno-  Arte sella ha cambiato volto, l'imponenza e la forza comunicativa dell'opera ha incrementato le visite del pubblico e da iniziativa un po' esclusiva e di nicchia -ha dichiarato la Tommaselli-  ha assunto dimensioni di massa con cifre eccezionali di visitatori”.
La seconda parte del progetto quindi, quella iniziata dopo l'installazione di Giuliano Mauri, ha previsto l'inclusione di qualche decina di opere di altri artisti, ma la Cattedrale Vegetale rimane il nucleo attorno al quale ruota il senso più intimo e spirituale di Artenatura e che i visitatori non vedono l'ora di vedere apparire nella magia del percorso.
L'edizione 2010 di Arte Sella ha prodotto le opere di tre artisti: l'italiano Marco Nones con l'opera DNA Sella una spirale di legno alta 3 metri e profonda 5 che “riproduce” ingigantita la più piccola e importante componente dei corpi organici, liberandola nel bosco, Cameron Hockenson californiano con il Ciclo riproduttivo scaglie di legno composte a piramide, una sorta di foresta prodotta dall'uomo riportata nell'ambiente alpino inteso come una risorsa che si lascia trasformare dall'arte e l'olandese Rinus Roleofs (fisico e matematico) con la Cupola di Leonardo un intreccio di tronchi incastrati seguendo le indicazioni di alcuni schizzi di Leonardo che rendono l'installazione autoportante.
Ma la presenza all'inaugurazione della scorsa domenica a Arte Sella mi è servita soprattutto per verificare lo stato di salute della Cattedrale di Mauri, sono passati dieci anni e mi ricordavo dell'essenza del suo progetto, quei carpini seminati da lui all'interno delle colonne arboree e che avevano un particolare significato. Ho cosi constatato che sono esageratamente cresciute, hanno raggiunto i 5 / 6 metri e sono diventate l'opera di arte e natura all'interno dell'opera generatrice e col passar del tempo la sostituiranno definitivamente, proprio come lui voleva.
In quel momento una vibrazione ha percorso le mie membra e ho goduto per lui ... con lui.
A conclusione della giornata poi ho consegnato agli organizzatori della rassegna l'ultimo catalogo di Naturarte, quello che documenta la piatumazione della quercia che lo ricorda al parco delle Caselle di Lodi e con loro abbiamo ricordato Giuliano, la sua arte, la sua umanità, la sua sacralità laica.
Ma lo scorso 4 settembre, nelle prealpi bergamasche, un'altra Cattedrale Vegetale è stata costruita seguendo il suo progetto e la sua volontà. Bene! 
“Che cento fiori sboccino e cento cattedrali crescano”... Anche se lui non le potrà vedere.
(Mario Quadraroli)


Una cattedrale vegetale nel parco delle Orobie di wwwc6tv
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