Giuliano Mauri

Nato a Lodi Vecchio nel 1938, Mauri, artista contemporaneo, è protagonista di numerosi interventi museali e ambientali. Lavora sul confine tra arte e architettura, interviene sul paesaggio dove costruisce installazioni utilizzando materiali naturali locali come legno, fango, sterco, corde. La sua arte si pone come obiettivo quello di intervenire sul paesaggio costruendo installazioni che paradossalmente ne evidenziano l’aspetto naturale e spirituale.
Tra i suoi lavori sono i grandi “Mulini” che girano per un vento immaginario, la “Scala del Paradiso” lunga centoquaranta metri, il Bosco sull’isola alla sorgente del Tormo nel lodigiano, gli osservatori estimativi a Gorliz, in Germania, e a Sgorzelec, in Polonia, realizzati per invitare i due popoli di due terre di frontiera a osservarsi lasciando alle spalle il peso di una storia che li ha contrapposti.
Nel 2001 edifica per Arte Sella la “Cattedrale Vegetale”, cattedrale gotica composta da tre navate rette da 80 colonne di rami intrecciati che racchiudono al loro interno un giovane carpino destinato, crescendo, a restare testimone dell’idea artistica; nello sferisterio di Macerata, la scenografia della “Norma” per Claudio Abbado. Nel 2003 per la mostra “Le città invisibili” alla Triennale di Milano realizza “Zenobia”, un grande nucleo con all’interno palafitte sorrette da rami.
A Carvico inaugura “Reattore”, una cupola di venti metri costruita intorno a una sorgente d’acqua. Nel 2006 realizza nel Parco di Monza l'opera "Voliera per Umani",  con materiali raccolti nel parco stesso: legni robusti come il castagno, il nocciolo, l’olmo, il faggio, ecc.. . E poi il fango, le corde.
Ha partecipato a prestigiose esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia nel 1976, la Triennale di Milano nel 1992, la Biennale di Penne nel 1994.



Nell'immagine in alto: Giuliano Mauri durante l'allestimento dell'opera "Cattedrale Vegetale".
In basso, l'intallazione "Voliera per Umani", realizzata nel novembre 2006 nel Parco Monza e realizzata con materiali raccolti nello stesso parco: legni robusti come il castagno, il nocciolo, l’olmo, il faggio, il fango, le corde.